Pensioni, Cgil, Cisl, Uil: ultima possibilità è un intervento nella Manovra

Sindacati rilanciano la proposta della pensione contributiva di garanzia

Milano, 13.7.2017

Sulle pensioni “chiediamo coerenza e concretezza, poiché l’unica e ultima possibilità di intervenire è la legge di Bilancio. Il sindacato è mobilitato per conseguire questi importanti obiettivi”. Così Cgil, Cisl e Uil in una nota a chiusura dell’attivo unitario nazionale tenutosi oggi a Roma. “Siamo consapevoli che questo confronto si svolge nella fase particolare di fine legislatura, ma proprio per questo” occorre intervenire con la prossima Manovra, spiegano i segretari confederali Roberto Ghiselli (Cgil), Maurizio Petriccioli (Cisl) e Domenico Proietti (Uil).  Quindi, aggiungono, le tre sigle “sono determinate a continuare il confronto con il governo per sviluppare i temi individuati un anno fa nel verbale di sintesi e realizzare così un nuovo disegno organico, sostenibile economicamente e socialmente, per il nostro sistema previdenziale, in coerenza con la piattaforma sindacale unitaria”.
Cgil, Cisl e Uil hanno innanzitutto rilanciato la proposta della pensione contributiva di garanzia “per dare prospettiva previdenziale ai giovani e a chi ha carriere lavorative fragili”, che “dovrà essere incardinata nel sistema contributivo ma con dei correttivi solidaristici, sostenuti dalla fiscalità generale, e che dovrà valorizzare anche il lavoro di cura e le specificità di genere”. Centrali anche le questioni della flessibilità in uscita e del superamento degli automatismi legati alle aspettative di vita poiché “non è pensabile ipotizzare ulteriori aumenti dell’età pensionabile, dal momento che già oggi le norme italiane sono fra le più penalizzanti in Europa. Occorre tenere conto dei profili sociali e delle differenze legate ai singoli percorsi lavorativi”.
Per i sindacati nella cosiddetta “fase due” sulle pensioni si deve intervenire anche sulla previdenza complementare. L’obiettivo, spiegano Cgil, Cisl e Uil è quello di “rimuovere gli ostacoli che oggi limitano l’accesso ai lavoratori dei settori pubblici e privati, a cominciare dai
dipendenti delle piccole e piccolissime imprese”. Importante poi “favorire l’investimento di una parte delle risorse dei Fondi pensione contrattuali in investimenti strategici per il Paese” e “la parificazione della tassazione fra i lavoratori pubblici e privati”. Inoltre, sottolineano, “occorre sostenere la tutela del potere d’acquisto dei trattamenti pensionistici in essere”. Nel “pacchetto di interventi” i sindacati inseriscono anche le richieste per la riforma della governance di Inps e Inail e il completamento del “processo di separazione contabile tra previdenza e assistenza”.



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